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PIETRA DA CANTONI ED ECOMUSEO
Il paesaggio collinare del Monferrato casalese è fortemente condizionato e connotato rispetto al resto del Monferrato dalla sua storia geologica: vi affiorano rocce del periodo miocenico di circa 15-20 milioni di anni, tra cui la Pietra da Cantoni, un’arenaria marnoso-calcarea o siliceo-calcarea di colore da grigio chiaro a giallastra, la cui origine si può ricondurre ad antichi depositi sedimentari tipici di ambienti marini poco profondi (di piattaforma). Questa pietra ha avuto in passato una grande importanza dal punto di vista costruttivo per le sue caratteristiche di compattezza: cave famose si trovano a Cella Monte, oltre a Ozzano, Rosignano, Ottiglio, Moleto, Vignale. Molti edifici del Monferrato, tra i quali appunto Cella, sono realizzati in pietra da cantoni. In questi ultimi anni il territorio ha visto un’ampia diffusione del recupero edilizio e della ristrutturazione di concentrici abitativi che ha riportato a vista la pietra abbinata all’uso dei mattoni.

Cella Monte è uno dei paesi guida nel recupero di questa tipologia edilizia ed è anche quello in cui esistono i più interessanti infernot scavati nelle arenarie a più livelli sotto le case per custodire le vivande ma soprattutto le bottiglie più pregiate. Il Progetto dell’Ecomuseo intende raccontare e valorizzare questo aspetto unico della vita e del paesaggio del Monferrato Casalese promuovendo tutte le iniziative per il suo recupero come testimonianza storica e per rivitalizzare e reinterpretare il ruolo funzionale ed economico delle attività e produzioni agricole del territorio. La sede dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, in fase di realizzazione, sarà proprio a Cella Monte nell’ex casa parrocchiale, donata dalla Curia al Comune a questo scopo. ALL'ECOMUSEO UN COLONNATO QUATTROCENTESCO
I lavori hanno riservato una bella sorpresa: sono venute alla luce colonne quattrocentesche di buona fattura che hanno stupito per primo il Direttore dei Lavori, Geom. Gianni Ottone, poiché si tratta di una cosa insolita per non dire unica nel panorama delle dimore monferrine che sotto l’intonaco dello stabile si celino dei manufatti così belli in pietra da cantoni. Le colonne verranno consolidate e lasciate a vista. Quindi l’edificio, ex casa parrocchiale a corpo unico con la chiesa, in antichità era una dimora patrizia. La scoperta è stata segnalata alla Sovrintendenza alle Belle Arti i cui responsabili hanno compiuto un sopralluogo.

Lo stabile cela altre curiosità: all’interno sono stati rinvenuti anche pavimenti di pregio, un solaio a cassettoni e un controsoffitto settecentesco. Per restaurare la futura sede dell’Ecomuseo, il cui progetto è stato curato congiuntamente da Comune, Parco di Crea e IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente), sono previsti due lotti di interventi. Il progetto, approvato in consiglio comunale nel 2003, darà il via libera ad una serie di iniziative nell’ottica del rilancio e della valorizzazione del territorio e caratterizzerà la tipologia edilizia di molte comunità monferrine dettando linee di conservazione dei vecchi immobili in corso di ripristino strutturale. Pietra da cantoni, legno e laterizi saranno le componenti tipiche che contraddistingueranno il “codice di costruzione” a cui dovranno attenersi i centri storici. Riflessi positivi ci saranno anche per quei cosiddetti materiali di nicchia che sono alla base del Monferrato e che fino ad ora erano caratterizzati dell’etica imprenditoriale delle aziende. Tutte le info sul nuovo sito internet dell'Ecomuseo di Cella Monte: www.ecomuseopietracantoni.it ABDICO’. SCRITTURA E SEGNI SUI COPPI DEL MONFERRATO
Venerdì 16 febbraio 2007 è stato presentato l’ultimo volume pubblicato dall’ECOMUSEO DELLA PIETRA DA CANTONI. “Abdicò – Scrittura e Segni Sui Coppi del Monferrato” è l’enigmatico titolo che introduce l’argomento, la presentazione di una collezione di coppi che ben rappresentano la nostra storia. “1849, abdicò” è ciò che Domenico Nicola scrive su una tegola a sprezzante commento contro la decisione di Re Carlo Alberto di abdicare a favore del figlio.

Questo libro rappresenta un altro importante progetto voluto dall’Ecomuseo così come un’ulteriore, concreta opportunità per continuate l’accurata scoperta e conservazione del nostro patrimonio monferrino, per divulgare le nostre tradizioni, la nostra storia, mostrare la memoria popolare della nostra gente e per definire la direzione di futuri sviluppi. Il motivo che ha spinto a scrivere questo libro è stato la speranza di catturare l’attenzione di tutti e invogliare le persone a proteggere e divulgare questa eredità che si tramanda da lungo tempo.
Data creazione : 29/03/2007 ± 22:01
Ultima modifica : 25/03/2010 ± 17:28
Categoria : Il Turismo
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